Nuovo Cinema Italia

Italians do it better, gli italiani lo fanno meglio. Un tempo valeva solo per il sesso latino d'esportazione e per la moda made in Italy. Adesso, con la giusta prudenza, lo slogan s'adatta anche al cinema di casa nostra. Il disgelo, che coinvolge pubblico e critica, e sotto gli oc' chi di tutti. Dall'inizio dell'anno di grazia 2003 i film italiani, uno dopo l'altro, hanno fatto il miracolo: bene Maledetto il giorno che ti ho incontrato di Carlo Verdone, Prendimi l'anima di Roberto Faenza, Il cuore altrove di Pupi Avati, boom per Ricordati di me di Gabriele Muccino e La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek, elogi altissimi per Io non ho paura di Gabriele Salvatores.
Chi pratica il bel mondo dello show nostrano ne sa qualcosa: gara per i biglietti delle anteprime, dibattiti affollati, interesse rinato. E anche se crescono le preoccupazioni per la scomparsa prematura dei finanziamenti di Rai che annaspa e pay tv travolte dall'incertezza, al momento si puo ragionevolmente dire che il cinema italiano e tornato di moda, fa tendenza e status. Cosa e successo? Si e ritrovato, pare, l'anello mancante tra la vecchia commedia italiana popolare, amara, ben scritta e ben diretta, e l'estremismo d'autore che ha dato grandi solitari frutti, ma avvilito il senso del mercato. Gli sceneggiatori new generation scrivono belle storie che ci stanno vicine, finanziate da produttori che non conoscono piu solo i codicilli delle leggi sul finanziamento pubblico, interpretate da una generazione di attori in sintonia con le storie piantate a piedi saldi nell'Italia moderna e conflittuale.
Effetto specchio riuscito, il pubblico comincia a riconoscersi dopo un lungo abbandono. E c'e qualche speranza per l'esportazione: acquistato subito per tutto il mondo dalla Miramax il film di Gabriele Salvatores e riscoperto a furor di critica e pubblico in Francia il bellissimo Respiro di Emanuele Crialese, che ritorna in sala anche da noi. Sull'onda dell'ottimismo, la Medusa ha liberato dal sequestro Cecchi Gori anche il bel film di Paolo Virzi My name is Tanino, commedia vagabonda (un ragazzo alla scoperta di se dalla Sicilia all'America) che sembrava perduta.
Il futuro, almeno sulla carta, e brillante, nel menu dei prossimi mesi troviamo tra gli altri Olmi, Bertolucci, Martone, Amelio, Dario Argento (che torna con Il cartaio, thriller orrorifico tra e-mail e chat room) e la conferma di alcune tendenze.
Per esempio che, dopo Io non ho paura, il cinema italiano e salvato dai ragazzini: quei bambini isolani che in Respiro, da soli, proteggono la diversita della madre (Valeria Golino) o il ragazzino malato e turbato che sara protagonista dell'attesissimo film di Gianni
Amelio Le chiavi di casa, tratto dal romanzo di Giuseppe Pontiggia e interpretato da Kim Rossi Stuart. Per non dire dell'adolescente protagonista del film di Daniele Luchetti Dillo con parole mie, una cicciottella vitale in vacanza nell'isola greca di Ios.
E se i bambini ci guardano, lo sguardo piu duro sara quello di Efisio, bambino testimone di un delitto e vittima dell'omerta barbaricina nel film-sorpresa La destinazione diretto da un vero brigadiere dei carabinieri, Piero Sanna. Dietro e davanti la macchina da presa, gente comune, vite e famiglie di poco sfarzo, eroiche nella loro resistenza giorno per giorno, afflitte da problemi di inadeguatezza sentimentale e dalla vita agra. Ci provano i Vanzina con un film serio e corale, Il pranzo della domenica. Anche Stefano Incerti con La vita come viene racconta disillusioni e amori sbagliati. In tempo di guerra e di crisi Fiat rispuntano nei film gli operai, soggetti finora a perdere. Disoccupazione, fabbriche chiuse, vite divelte da riciclare in Il posto dell'anima di Riccardo Milani, con Silvio Orlando e Michele Placido, e in Liberi di Gianmaria Tavarelli che coniuga il disagio sociale al male di vivere giovanile.
Una linea di racconto radicata nel quotidiano, cui trasgrediscono solo autori come Bertolucci, Martone, Olmi. In The Dreamers l'autore di Ultimo tango torna a Parigi, sullo sfondo del Maggio francese, per filmare da vicino il triangolo erotico dei suoi cinefili ragazzi. Trasgressione spudorata ed esplicita, almeno quanto lo sara l'incrocio tra sesso, dominazione e gelosia interpretato senza freni da Fanny Ardant e Michele Placido nel film di Mario Martone L'odore del sangue tratto dal romanzo postumo di Goffredo Parise. Solo apparentemente piu saggio l'anziano Ermanno Olmi, che affronta la coproduzione con l'America per Cantando dietro i paraventi, dove ricostruisce in kolossal l'affascinante mondo della pirateria nel Mar della Cina, protagonista la corsara Vedova Ching.
Follie d'autore che rincuorano.

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